Linked Open Data

Mettere a disposizione tutti i dati prodotti da una pubblica amministrazione in una forma che ne consenta un pieno
utilizzo in modo automatico da parte di applicazioni software.
I dati possono essere usati come base per fornire servizi a valore aggiunto per i cittadini e le imprese.
E’ una vera e propria rivoluzione copernicana digitale:  al centro non ci sono più le applicazioni, ma i dati.
E i dati non sono isolati, ma collegati e inseriti in un contesto.

Un’idea che è già una pratica

L’amministrazione Obama negli USA e il governo britannico hanno disposto la creazione dei portali integrati
http://www.data.gov
http://www.data.gov.uk

Il motto di entrambe le iniziative è “dati grezzi, subito e gratis”

Grezzi e subito perché i dati scadono, e perché gli  ingegneri sanno gestirli anche se non rifiniti e certificati
Gratis perché gli introiti che una PA ottiene dalla vendita di tali dati è minima rispetto agli introiti di fiscalità generale
Non si tratta di esperienze isolate: basta vedere i progetti analoghi dei governi svedese e austriaco e delle amministrazioni di San Francisco, Toronto, Londra, Saragozza.

E in Italia?

Anche in Italia le PA producono una enorme quantità di informazione in formato digitale, e tuttavia spesso si tratta di informazioni difficilmente accessibili.

Questo dipende anche dal fatto che nel nostro paese mancano linee guida
omogenee che ne disciplinino l’uso e il riuso in ambiti diversi da quelli
 d’origine.
Ci sono però ampi margini perché ciò sia possibile, primo tra tutti l’art. 1 della legge 241/1990, fondamentale riforma sul procedimento amministrativo e sul diritto di accesso ai documenti amministrativi che sancisce il valore giuridico della trasparenza.

Linked Open Data, insieme a dati.piemonte.it, è tra i primi progetti italiani che vanno in questa direzione.

Perché dovrebbe interessarmi?

I benefici per i cittadini sono molti:

• Tantissimi nuovi servizi a disposizione  (creati dalle PA ma anche da aziende e dagli stessi cittadini)

• Aumento delle opportunità per essere informati  (è come aprire migliaia di nuove biblioteche)

• Partecipazione attiva  (diritti ma anche responsabilizzazione)

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