LA GIOVINEZZA DEI VECCHI E LA VECCHIAIA DEI GIOVANI. ASCESA O DISCESA (di Giovanni Zamponi)

Terra di Marca

SENECTUS.

Senectus ipsa est morbus, scrive Publio Terenzio Afro nella commedia Phormio: la vecchiaia è per se stessa una malattia. E arriva sempre molto presto, più di quanto ci si possa attendere, annota Cicerone nelle TusculanaeDisputationes: essa insegue già alle spalle i fanciulli, gli adolescenti e ti raggiunge quando neppure ci pensi (modo pueros, modo adulescentes in cursu a tergo insequens, nec opinantis adsecuta est senectus).

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Anche io, senza quasi avvedermene, mi trovo ora in illam meae partem aetatis superveniens (giunto in quella parte della mia età) che fa da confine tra l’età matura e quella anziana (imbecilla aetas), sancita, e sanzionata quasi, da una serie di attenzioni, più formali che sostanziali in verità, pietosamente impietose, teoricamente volte a tutelare una fragilità, ma più atte a circoscrivere una fascia sociale detta debole, e quasi un marchio di de-fabbricazione imposto a un prodotto…

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